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Il finale della quarta sinfonia di Brahms diretta dal Sommo Maestro Sergiu Celibidache, a mio parere uno dei più grandi direttori di orchestra di tutti i tempi...
Se c'è una pagina sofferta, rimeditata fino all'esasperazione, dalla gestazione lunga e faticosa, questa è la Prima Sinfonia di Brahms. Anni di tormento creativo,, una partitura che entra ed esce da un cassetto e non trova la strada per progredire. Brahms aveva venti anni quando, sollecitato dal suo grande estimatore e padre artistico, Schumann, gli venne per la prima volta l'idea di comporla. Ma lui era versato nelle forme cameristiche e nel lieder, cosicchè, la missione pareva proprio impossibile. O almeno così gli sembrava. Brahms sentiva molto la preoccupazione di avvicinarsi a un genere nel quale Beethoven aveva raggiunto vertici assoluti e imponendo parametri quasi intimidatori; "non puoi immaginare cosa si provi quando ci si sente alle spalle la presenza di un gigante come quello..." diceva Brahms el Sommo Maestro di Bonn. La sinfonia fu conclusa nel 1862, quando Beethoven era morto da cinquant'anni e Brahms ne aveva quarantatre. Eppure la continuità con l'opera di Beethoven di questa sinfpnia era l'aspetto che inizialmente più colpiva... il primo ad accorgersene fu Hans Guido Von Bulow (seconda foto), forse il direttore di orchestra più geniale della seconda metà dell'ottocento, che definì la Prima Sinfonia come la "Decima di Beethoven".
Oggi quest'opera è universalmente apprezzata... ma allora fu un insuccesso che quasi paralizzò la forza creativa del compositore. Ad aiutarlo in questo momento difficile, furono grandi estimatori come per l'appunto Bulow, che soleva dire che le tre "B" per eccellenza nella Musica Classica si chiamano "Bach, Beethoven e Brahms". La solennità, il respiro, la genialità delle costruzioni della Prima Sinfonia, alimentate da una inesauribile ricchezza di idee, hanno una portata ben più ampia e prestigiosa. I timori del Compositore di Amburgo erano davvero fuori luogo... Così, Brahms come continuatore della vocazione tedesca per la musica "assoluta", ed al tempo stesso Brahms come perfezionatore dello stilema sinfonico... il Poco Sostenuto che apre la Prima Sinfonia contiene "sintomi" antitetici con il puro rispetto della forma sinfonica classica, aprendo così la strada a Bruckner e a Mahler. Scissione quindi fra valori formali e valori espressivi: In quest'opera si avverte l'ingresso di una compositività sempre suddivisa e variatissima, nella quale ogni singolo movimento perde quella continuità tipica della forma classica ed assume un significato "quasi" autonomo. La Prima Sinfonia è quindi un momento cardine per il divenire e la trasformazione... per quella spinta cogente, quella forza misteriosa che porta all'evoluzione irresistibile e al tempo stesso irreversibile della Musica. Sicuramente una delle mie opere preferite del Sommo Brahms.