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Primo album in studio del gruppo fiorentino dopo il cambio di etichetta (da CGD a EMI) a quasi due anni di distanza dal precedente Terremoto, a suo modo capolavoro di sintesi sonora e capolinea dell'itinerario musicale percorso dalla Band negli ultimi dischi, a partire da Pirata. E' il momento di ricominciare, e Spirito non è certo un disco "alla Litfiba" che molti dei fans potrebbero auspicare. Non ha la compattezza monolitica di terremoto, nè il piglio guascone di El Diablo, ma vive di una sua specificità. Il suono coprodotto dai Litfiba e Rick Parashar dei Pearl Jam, è meno tagliente ma più rozzo e vitale, e gioca più sugli accordi che sui riff di chitarra. Anche i testi appaiono più incerti, lontani dai toni da comizio di Terremoto, più introversi e quasi implosivi. Ma con ciò non bisogna credere che i Litfiba abbiano deposto le armi; l'animale è ancora vivo e scalpita a più non posso.
L'album si apre con la traccia più heavy, Lo Spettacolo, singolo di buon successo, con un'inizio spettacolare ed un bel riff. Testo assai bello, assolo carino. Una delle migliori dell'album. Canzoni come No frontiere, Ora d'aria metterebbero KO i più consumati Rockers, mentre l'andamento ritmico di Spirito, Lacio Drom e Suona Fratello, quasi uno scherzo in tre quarti con il quale si chiude il disco, mostrano la voglia della Band di tirarsi fuori da quallsiasi schema musicale prevedibile. In conclusione, un disco che cresce di valore ascolto dopo ascolto, e che permette ai Litfiba di vincere la sfida con il passato.
1 - Lo Spettacolo
2 - Animale Di Zona
3 - Spirito
4 - La Musica Fa
5 - Tammuria
6 - Lacio Drom (Buon Viaggio)
7 - No Frontiere
8 - Diavolo Illuso
9 - Telephone Blues
10 - Ora D'aria
11 - Suona Fratello
A Taste of Honey fa la sua prima apparizione sul disco Please Please dei Beatles, inciso nel 1962 e edito l'anno successivo. Questo brano mi ha quindi letteralmente "inseguito" tutta la vita, visto che sono nato nel lontano '62. Sì, perchè al di là dei Beatles, un altro musicista ha ripreso questo pezzo, un tale chiamato Herb Alpen. Chi è costui? Non so molto su di lui, ma so che la sua versione di A Taste of Honey, realizzata nel 1966 assieme ai Tijuana Brass mi sta accompagnando pressochè da tutta la vita... e forse la stessa cosa capita anche a voi. Provate ad ascoltare prima la versione dei Beatles, e poi l'interessante rielaborazione di Alpen. Sono sicuro che molti di voi la riconosceranno...

Name: Shakira Isabel Mebarak Ripoll
Ethnicity: Latin
Country of Origin: Columbia
Place of Birth: Barranquilla
Date of Birth: Wednesday, February 02, 1977
Discograpy
magia
peligro 1993
pies descalzos 1996
donde estan los ladrones 1998
Remixes
1- Shakira DJ Memêgamix
2- Estoy Aqui (extended remix)
3- Donde Estas Corazon (dance remix)
4- Un Poco de amor (extended dancehall 12")
5- Pies Descalzos, Sueños Blancos (Meme's super club mix)
6- Estoy Aqui (Timbalero dub)
7- Donde Estas Corazon (dub -A- pella mix)
8- Un Poco de Amor (Memê's jazz experience)
9- Pies Descalzos, Sueños Blancos (the Timbalero dub' 97)
Official Website: http://www.shakira.com/
Improvisation
Ci sono ben pochi musicisti che, nonostante la loro versatilità e genialità, abbiano avuto tanti problemi e subìto tante incomprensioni da parte del pubblico quanto Metheny. Per chi ascolta la musica Pop, è troppo jazzistico, per gli amanti del Jazz è troppo pulito e zuccheroso, anche se può capitare che improvvisamente Pat sorprenda questi ultimi con tanto di quello swing da sovvertire qualsiasi regola ufficiale a riguardo... Nel post precedente, eravamo arrivati alla fine degli anni '70, dove si chiude il periodo "tipicamente jazzistico" e grazie ai tre dischi Watercolours, Pat Metheny Group e American Garage si apre il periodo che può a tutti gli effetti essere definito quello del "Pat Metheny Sound". Ed è in questo periodo che questo Artista ha dimostrato il suo estro creativo, con buona pace dei suoi detrattori. Negli anni seguenti Pat prosegue su due binari: il primo, definito dai critici come pop-jazz, world music, new age (Chissà come sarà stato contento Pat, visto che in una intervista dichiarava che la cosiddetta New Age gli fa letteralmente dare di stomaco, ed io nel mio piccolo, sono perfettamente d'accordo con lui:-) ). E da dove derivano queste scorrette definizioni? Dal fatto che vi è stato da parte di Metheny un uso crescente di equipaggiamento elettronico come il synth per la chitarra o, più tardi, il Synclavier, con un suono piuttosto orchestrale ed una ricerca generale di fonti di ispirazione che esulano dal Jazz. Il secondo binario, comprensibilmente meno commerciale e quindi meno venduto, riguarda il "Pat Metheny Sound" di cui dicevamo. Nel 1980 ai tre dischi citati prima si aggiunge As falls wichita, so falls Wichita falls, e tutto questo fa ottenere a Metheny le migliori quotazioni delle Jazz Charts e Grammy Nominations. Questo album è grandioso, ed evoca le emozioni di un viaggio di meditazione nelle grandi distanze americane. Contiene fra l'altro la mitica It's for you, integrata nella colonna sonora del film Fandango (da molti considerato un filmetto di serie C, ma a me estremamente caro...). Significativi di questo sound sono anche il doppio album '80/'81, registrato
con Charlie Haden e Dewey Redmann, ed altre registtrazioni più o meno tradizionali, in trio o quartetto. Negli Album come Rejoicing dell'84, Song X dell'86 e Questions and answers del 1990, si evidenziano delle tendenze beBop in senso lato, come pure una generosa ispirazione al free Jazz di Ornette Coleman con il quale ha registrato Song X. Il 1983 è l'anno di Travels, che documenta la tournee dal vivo dell'anno precedente e che si guadagna un Grammy Award come "Best Jazz Fusion Performance, Vocal Or Instrumental"; qui troviamo la trascinante Are you going with me? con il grande lavoro di Metheny alla chitarra-synth, l'elaborata melodia di Phase dance o ancora quella dolcissima della ballata Farmer's trust, suonata con una Ovation con corde di nylon e con il soave accompagnamento delle spazzole di Gottlieb. e poi c'è Wichita, che dal vivo non perde nulla della sua poesia. Travels è un bellissimo brano che si sviluppa su una melodia semplice ed allo stesso tempo evocativa... che si guadagna a sua volta il Grammy come miglior brano di jazz-fusion '83, e Song for Bilbao, che su una ritmica latina presenta un'aggressiva introduzione alla chitarra-synth e un pertinace assolo di Lyle Mays che vede un generoso utilizzo di block chords. Undici brani magici, che meriterebbero un post a parte... E l'album First Circle, del 1984 non è meno grandioso, ed anche lui vince il Grammy per la migliore performance Jazz-fusion, e lo stesso accadrà a Letter from Home, inciso nel 1989. Still Life del 1987 probabilmente non ha bisogno di presentazioni, visto che rappresenta a parere di molti la migliore espressione artistica di Pat ed anche il suo più grande successo commerciale. Qui la Line up del Pat Metheny Group annovera, oltre al Gruppo base, la presenza di Paul Wertico alla batteria, Armando Marçal alle percussioni, e due cantanti, David Blamires e Mark Ledford. Il primo brano, Minuano, è uno dei migliori della produzione del Gruppo; è caratterizzato da linee melodiche efficati e da una raffinata ricerca armonica, con una marcata influenza brasiliana (Marçal è di Rio de Janeiro); nella successiva So may it secretly begin è Lyle Mays che si produce in uno strepitoso assolo al pianoforte. E poi Last train home, uno dei brani più noti di Metheny, quello che l'ha fatto conoscere anche al grande pubblico, con l'accompagnamento della batteria con le spazzole che evoca la marcia di un treno, e lo sviluppo del tema con relativo assolo di Pat su una chitarra elettrica Coral-Sitar, (una specie di ibrido tra due strumenti con un set di corde che vibra in risonanza con quelle principali). In Third wind troviamo un Metheny in ottima forma,
che, prodigo di virtuosismi, mostra tutta la sua tecnicalità con un assolo mozzafiato... E questi è anche la decade delle raccolte Works (1986) e Works II (1989), senza dimenticare l'album ECM Reunion, in compagnia di Gary Burton, il geniale vibrafonista che ha evoluto in modo definitivo la tecnica percussionistica del vibrafono. Fra i poli della tradizione jazzistica da una parte e le tendenze fusion dall'altra, negli anni '80 c'era ancora un bel po' di spazio da riempire... Questo mi ricorda Grieg nella musica Classica, che si trovò a dover "riempire" il periodo di transizione fra il Romanticismo tedesco e l'impressionismo francese... Da questa posizione Pat ha potuto guardarsi intorno per trovare un orientamente musicale, sia da un puto di vista storico del Jazz (BeBop), sia dal punto di vista della cultura musicale e delle esigenze tecnica e della moda (pop, world music, soundtrack) legati a quei tempi. Questa apertura dimostrata ed operata attivamente da Pat Metheny è senz'altro il fattore decisivo della sua poliedricità che, anche all'interno degli indirizzi seguiti, gli sono sempre risultati utili a non finire mai in
un vicolo cieco dal punto di vista del suo sviluppo artistico.. In questo si sono subito ficcati i critici-adepti delle varie culture puriste quando accusavano Metheny di alto tradimento nei riguardi di una qualche "bandiera" musicale, cadendo in uno stile da loro considerato scadente e indigesto. Saluto i denigratori di Pat Metheny!! Si saranno già addormentati? Oppure sono vicini al collasso? No, questo non vuole essere un peana per un Genio universale! No!!! Alcuni albums di Pat non riesco proprio a capirli... ma bisogna riconoscere che Metheny è uno dei pochi musicisti che in settori molto diversi fra di loro, per un arco di tempo sufficientemente lungo, ha costantemente dimostrato di saper presentare un lavoro a regola d'arte e interessante, il che non è poco, nè tantomeno da tutti. Resta infine il fatto che molti dei suoi albums, quelli caratteristici del "Pat Metheny sound" sono diventate accreditate pietre miliari... ben diciassette Grammy Awards non si improvvisano.
E il resto... al prossimo post!
Foo Fighters, gruppo post-grunge capitanato da Dave Grohl, ex Nirvana. Dal disco One by One, all my Life ha raggiunto il primo posto nella classifica USA "Modern Rock", il terzo nella "Mainstream Rock" e il quinto nelle toplist inglesi. Brano grintoso e colorito, rappresenta bene lo stile del gruppo...