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"Questa è una canzone che parla di disoccupazione..." con queste parole, in italiano, Peter Gabriel presentò Don't Give up al concerto di Milano nella tournee Red Rain. Purtroppo accanto a lui in quell'occasione non c'era Kate Bush... al contrario di quanto abbiamo in questo videoclip. Il duetto fra i due Grandi del Rock è memorabile, e l'intensità delle emozioni evocate dai testi fa quasi pensare che Peter abbia potuto davvero vivere la storia che qui ci racconta...
La musica è la tua propria esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento
Charlie Parker
Una giovane Randy Crawford interpreta Hoping Love will last di Steve Hackett. Da qui si farà conoscere al grande pubblico per il calore straordinario della sua voce. Questa canzone è un audace connubio fra stile sinfonico e canto Jazz. Che dire? Un brano che appartiene ai miei All Times Favourites...
Frank Zappa - Peaches En Regalia (Hot Rats - 1969)
King Crimson - 21st Century Schizoid Man (In The Court Of The Crimson King - 1969)
The Nice - For Example (Nice - 1969)
Egg - While Growing My Hair (Egg - 1970)
Soft Machine - Moon In June (Third - 1970)
Gong - Tropical Fish: Selen (Camembert Electrique - 1971)
Pink Floyd - Echoes (Meddle - 1971)
Van Der Graaf Generator - Lemmings (including Cog) (Pawn Hearts - 1971)
Banco Del Mutuo Soccorso - L'Evoluzione (Darwin! - 1972)
Jethro Tull - Thick As A Brick (Part 1) (Thick As A Brick - 1972)
Matching Mole - O Caroline (Matching Mole - 1972)
Premiata Forneria Marconi - È Festa (Storia Di Un Minuto - 1972)
Yes - Roundabout (Fragile - 1972)
Area - Luglio, Agosto, Settembre (Nero) (Arbeit Macht Frei - 1973)
Caravan - The Dog, The Dog, He's At It Again (For Girls Who Grow Plump In The Night - 1973)
Emerson Lake & Palmer - Karn Evil 9 (Brain Salad Surgery - 1973)
Genesis - Dancing With The Moonlit Knight (Selling England By The Pound - 1973)
Le Orme - Ritorno Al Nulla (Felona E Sorona - 1973)
Mike Oldfield - Tubular Bells, Pt. 1 (Tubular Bells - 1973)
Camel - Rhayder Goes To Town (The Snow Goose - 1975)
Dixie Dregs - Ice Cakes (What If - 1978)
Rush - Yyz (Moving Pictures - 1981)
Marillion - Bitter Suite: i. Brief Encounter - ii. Lost Weekend - iii. Blue Angel (Misplaced Childhood - 1985)
Fates Warning - Shades Of Heavenly Death (No Exit - 1988)
Queensrÿche - Anybody Listening? (Empire - 1990)
Dream Theater - Metropolis, Pt. 1: The Miracle And The Sleeper (Images And Words - 1992)
Spock's Beard - Go The Way You Go (The Light - 1994)
Tool - Forty Six & 2 (Ænima - 1996)
Porcupine Tree - Even Less (Stupid Dream - 1999)
The Mars Volta - Roulette Dares (The Haunt Of) (De-Loused In The Comatorium - 2003)
Opeth - Harlequin Forest (Ghost Reveries - 2005)
C'erano una volta le radio Libere. Erano gli anni '70, e subito queste emittenti private si conquistarono un posto nel cuore dei giovani, portando una cultura e una musica che spesso stentavano a raggiungere l'Italia. Per poter conoscere nuovi artisti o sentire gli ultimi hits delle nostre band preferite, dovevamo attendere che le Case discografiche si decidessero ad uscire con le novità anche sul mercato italiano. E così, con una mano sulla radio e l'altra sul mangiacassette, si faceva il pieno di linfa per lo spirito. E oggi? Cosa possiamo ascoltare dai Media? Le radio oggi sono gestite con una politica ottusa, scriteriata e bolsa; la TV? Beh, la televisione deve osservare un principio di ecumenismo, cercando di piacere a tutti e di abbracciare la maggior parte delle pecorelle smarrite... e se pure la cosa è sgradevole, bisogna farsene una ragione. Ma alla radio, più defilata e meno ingombrante, certe risoluzioni dovrebbero essere prese in considerazione come opportune, possibili, necessarie. E invece, per il 90% e forse oltre, la musica macinata dai network e stazioni locali è sempre la stessa, ammorbante tiritera di successi veri o presunti, impastati da Disk Jockey petulanti e ridenti. Questi, elevandosi verso il nulla sulle ali di una voce maliarda e ben impostata, si accontentano di riempire i buchi, di evitare pause e silenzi, tra stacchi, risolini e guitterie. Il tutto contornato da un mare di canzonette, di hit obliabili, di gruppetti "facoltativi" all'insegna del "mordi e fuggi". Ma il cattivo servizio, la pessima campagna di diseducazione che le radio conducono (tranne rarissime eccezioni) suggerisce gli stati d'animo più negativi. Vien da pensare che persa una gran massa di audiofili plaudenti, esista un'altra fascia di musicofili dalle antenne sempre all'erta... I soloni del Marketing dovrebbero indagare meglio... basterebbe cercare fra la gente normale: chiunque di noi, senza essere un alieno, conosce qualcuno che cerca dischi insoliti, frequenta concerti marginali, ama suoni devianti che nessuno intende rappresentare... perchè i numeri piccoli, periferici, non interessano al Business. Per le radio, le TV, la stampa, siamo un esercito sbriciolato, vagabondi senza fissa dimora... mentre con un pizzico di utopia e di buon senso, credo che una bella emittente, capace di documentare dall'etnica all'avanguardia, fino al Rock anarchico, comincerebbe ad accogliere molti consensi... prima di qualità e poi di un pubbico in quantità discreta. Basta con le pigre litanie "velinare" dai gusti standardizzati... gettiamoci fra le braccia di Bill Frisell, Beck Hansen, Spin Doctors, band fra le più "off" d'inghilterra. I grandi sommovimenti, in vista delle alternanze, talvolta cominciano da piccoli granelli da sabbia che diventano valanghe; così almeno dicono in Oriente..."Sono stanco di suonare davanti a gente che applaude per il motivo sbagliato"
Frank Zappa
Spectral Mornings, è a mio parere il secondo miglor album solo di Steve Hackett, ex chitarrista Genesis. Qui troviamo Clocks, un pezzo strumentale un po' schizoide, che passa da atmosfere morbide a picchi emotivamente inquietanti. Bello l'assolo di batteria, che ricorda un po' Chester Thompson in Los Endos dei Genesis. Un grande pezzo, sostenuto dalla presenza di due strumenti musicali che hanno fatto la storia del Progressive: più precisamente il Mellotron e il Moog Taurus 1 bass pedal (anche se qui viene suonato con le mani...)
Full Name: Jennifer Lynn Lopez
Birth Date: July 24, 1970
Birth Place: The Bronx, New York, USA
Height: 5' 6"
Discography
On The 6 (1999)
J.Lo (2001)
This Is Me... Then (2002)
J To Tha L-O! (The Remixes) (2002)
Rebirth (2005)
Como Ama Una Mujer (2007)
All Eyes On Me (2007)
"We've all had a love of our life and failed love affairs. I'm just the biggest romantic - it's really
sad. I tell people that, but nobody listens."
Jennifer Lopez
Sito Ufficiale: http://www.jenniferlopez.com/
I Jethro Tull rappresentano un fenomeno unico nella storia musicale. Il loro mix di hard rock, melodie folk, blues, atmosfere surreali, ballate, sfugge ad una analisi concreta, ma questo non ha impedito alla band di ottenere 11 dischi d'oro e cinque di platino. Il nome del gruppo deriva da quello di un agronomo inglese scovato da Anderson su un vecchio libro.